
Cos’è
Il tumore della prostata è la neoplasia più frequentemente diagnosticata negli uomini sopra i 50 anni. Si sviluppa a partire dalle cellule della ghiandola prostatica, che ha il compito di produrre parte del liquido seminale. Nella maggior parte dei casi si tratta di un adenocarcinoma, cioè un tumore che origina dalle cellule ghiandolari.
Si tratta spesso di un tumore a crescita lenta, che in molti uomini non dà sintomi per anni e viene diagnosticato durante controlli di routine. In altri casi, può essere più aggressivo e richiedere un trattamento immediato.
Fattori di rischio
I principali fattori di rischio per lo sviluppo del tumore prostatico includono:
- Età avanzata (oltre i 65 anni)
- Familiarità (presenza di casi in parenti di primo grado)
- Etnia afroamericana (maggiore incidenza e aggressività)
- Dieta ricca di grassi animali, obesità e sedentarietà
Alcune mutazioni genetiche ereditarie (BRCA1, BRCA2)
Sintomi
Nelle fasi iniziali il tumore può essere asintomatico. Quando compaiono, i sintomi sono spesso simili a quelli dell’IPB:
- Difficoltà a urinare
- Flusso debole o interrotto
- Aumento della frequenza minzionale, soprattutto notturna
- Sensazione di svuotamento incompleto
In fase avanzata possono comparire:
- Sangue nelle urine o nello sperma
- Dolori ossei (in caso di metastasi)
- Calo di peso, affaticamento
Diagnosi
La diagnosi precoce è fondamentale per individuare i tumori in fase iniziale, potenzialmente curabili. Gli strumenti diagnostici più importanti sono:
1. PSA (Antigene Prostatico Specifico)
- È un esame del sangue utile per valutare il rischio: valori elevati possono indicare un tumore, ma anche altre patologie prostatiche (come IPB o prostatite).
2. Esplorazione rettale digitale (ERD)
Permette al medico di valutare la consistenza della prostata e identificare eventuali aree sospette.
3. Risonanza Magnetica Multiparametrica (mpMRI)
Indispensabile per individuare e localizzare con precisione eventuali lesioni sospette all’interno della prostata.
4. Biopsia prostatica con tecnica Fusion
Se la risonanza evidenzia una lesione sospetta, si esegue la biopsia prostatica mirata, per via transperineale, fondendo le immagini della risonanza con quelle ecografiche. È il metodo più preciso e sicuro per confermare la diagnosi.
Classificazione e stadiazione
Il tumore viene classificato in base a:
- Gleason score / ISUP grade (grado di aggressività)
- Stadio TNM (estensione locale e presenza di metastasi)
- Valore del PSA al momento della diagnosi
Sulla base di questi parametri, il tumore viene definito a basso, intermedio o alto rischio, per guidare le scelte terapeutiche.
Trattamento
La strategia terapeutica viene personalizzata in base all’età del paziente, alle sue condizioni generali e alla aggressività della malattia.
1. Sorveglianza attiva
Indicata nei tumori a basso rischio, non aggressivi. Consiste in un monitoraggio regolare con PSA, risonanza e biopsie ripetute. Serve a evitare trattamenti invasivi non necessari.
2. Prostatectomia radicale robotica
È l’intervento di rimozione totale della prostata e delle vescicole seminali. Oggi viene eseguito in modo mini-invasivo tramite chirurgia robotica, che garantisce:
- Minor sanguinamento e dolore post-operatorio
- Tempi di recupero più rapidi
- Possibilità di preservare i nervi dell’erezione (nerve-sparing)
- Miglior controllo oncologico e funzionale nei centri specializzati
Il Dr. De Marchi utilizza sia il sistema Da Vinci multi-port che la piattaforma Hugo™ RAS.
3. Radioterapia esterna o brachiterapia
Rappresenta un’alternativa all’intervento nei tumori localizzati. Può essere utilizzata anche in associazione alla terapia ormonale nei tumori localmente avanzati.
4. Terapia ormonale e/o chemioterapia
Indicata nei tumori in fase avanzata o metastatica. L’ormonoterapia blocca gli ormoni maschili che alimentano il tumore, rallentandone la progressione.
Follow-up
Dopo il trattamento, il paziente viene seguito con controlli periodici del PSA per monitorare l’eventuale ricomparsa della malattia (recidiva biochimica). Il follow-up viene personalizzato in base al trattamento ricevuto e al profilo di rischio.
Quando rivolgersi allo specialista
È consigliato consultare un urologo in caso di:
- Valori elevati o in aumento del PSA
- Familiarità per tumore prostatico
- Disturbi urinari persistenti
- Dubbi in seguito a una risonanza prostatica
Una valutazione precoce consente di individuare tempestivamente la patologia e, se necessario, attivare un percorso terapeutico efficace e personalizzato.