Cistectomia Radicale Robotica

Cos’è la cistectomia radicale
La cistectomia radicale è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione completa della vescica urinaria e dei linfonodi pelvici. Viene generalmente indicata nei casi di tumore della vescica muscolo-invasivo o in forme ad alto rischio che non possono essere gestite con terapie conservative.
L’intervento prevede, oltre alla rimozione della vescica:
- Negli uomini, anche l’asportazione della prostata e delle vescicole seminali;
- Nelle donne, può essere associata la rimozione dell’utero, delle ovaie e, talvolta, di una porzione della vagina, in base al tipo di tumore e alla derivazione urinaria programmata.
Poiché la vescica viene rimossa, è necessario ricostruire un nuovo sistema per permettere la fuoriuscita dell’urina, attraverso una delle diverse tecniche di derivazione urinaria.
Perché la chirurgia robotica
Tradizionalmente eseguita con tecnica a cielo aperto, la cistectomia è uno degli interventi più impegnativi in ambito urologico. L’introduzione della chirurgia robot-assistita ha permesso di affrontare questa procedura in modo più preciso, mini-invasivo e meno traumatico per il paziente.
Il Dr. Davide De Marchi esegue la cistectomia radicale con il sistema robotico Da Vinci Multi-port, che consente al chirurgo di lavorare con strumenti articolati, visione ingrandita in 3D e maggiore libertà di movimento rispetto alla laparoscopia tradizionale.
Questa tecnologia è particolarmente vantaggiosa nella dissezione pelvica profonda e nella fase di ricostruzione urinaria, dove precisione e accuratezza sono fondamentali.
Come si svolge l’intervento
- Fase demolitiva
In anestesia generale, il paziente viene posizionato in sala operatoria e si procede con l’inserimento dei trocar attraverso 4-5 piccole incisioni addominali. Il robot viene collegato agli strumenti e alla telecamera ad alta definizione, e il chirurgo controlla ogni movimento dalla console.
La vescica viene separata dai tessuti circostanti e rimossa insieme a eventuali organi annessi, in base al sesso e alla situazione oncologica. Contestualmente si esegue la linfadenectomia pelvica, utile sia per fini terapeutici che diagnostici.
- Fase ricostruttiva (derivazione urinaria)
Una volta rimossa la vescica, viene realizzata una nuova via per il passaggio delle urine, scelta in base alle condizioni cliniche del paziente, alla diffusione del tumore e alla qualità di vita attesa. Le opzioni principali sono:
- Ureterocutaneostomia: gli ureteri vengono collegati direttamente alla cute dell’addome, creando due piccole stomie. È la derivazione più semplice, spesso indicata nei pazienti più fragili o quando è necessario ridurre i tempi operatori.
- Condotto ileale (Bricker): un segmento di intestino tenue viene utilizzato per collegare gli ureteri a una singola stomia cutanea. È la derivazione più diffusa e stabile nel tempo, priva di cateteri ureterali e più protetta contro infezioni.
- Neovescica ortotopica: si crea una nuova vescica con un tratto di intestino (circa 40–50 cm), collegata agli ureteri e all’uretra, per permettere la minzione attraverso le vie naturali. È l’opzione più complessa e richiede buone condizioni generali, ma può offrire un’eccellente qualità di vita.
I vantaggi della cistectomia robotica
Rispetto alla chirurgia tradizionale, la tecnica robotica ha dimostrato notevoli benefici, sia per l’efficacia oncologica sia per il recupero funzionale:
- Ridotta perdita di sangue e minor bisogno di trasfusioni
- Minore trauma chirurgico e dolore post-operatorio
- Degenza ospedaliera più breve e ripresa più rapida delle funzioni intestinali
- Miglior controllo delle complicanze della ferita chirurgica
- Maggiore precisione nella dissezione e nelle suture della ricostruzione urinaria
- Possibilità di completare tutto l’intervento in maniera completamente intracorporea, senza incisioni addizionali
Studi clinici su larga scala hanno confermato che la cistectomia robotica è equivalente alla chirurgia open per efficacia oncologica, ma significativamente meno gravosa sul piano fisico e funzionale nel breve periodo.
Un intervento da personalizzare
L’intervento viene sempre pianificato in modo personalizzato, tenendo conto di:
- Età e comorbidità del paziente
- Stato oncologico (stadio e grado del tumore)
- Funzione renale, intestinale e sfinterica
- Stile di vita e preferenze del paziente
Quando indicato, si può eseguire la preservazione dei nervi erigenti nell’uomo (tecnica nerve-sparing) o conservare parte degli organi genitali interni nella donna, per garantire una migliore stabilità della neovescica, facilitare la minzione e, quando possibile, preservare la funzione sessuale.
Un percorso multidisciplinare
La cistectomia radicale è un intervento complesso che richiede una gestione integrata e un team dedicato. Ogni paziente viene inserito in un percorso multidisciplinare, che coinvolge urologi, oncologi, radioterapisti, anatomopatologi, anestesisti e personale infermieristico specializzato. Questo approccio garantisce una presa in carico completa, dalla valutazione iniziale alla fase post-operatoria e riabilitativa.